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Il rilascio della tartaruga marina

Nel corso degli anni mi è capitato partecipare e documentare diversi eventi di liberazioni di tartarughe marine della specie Caretta caretta. Questi animali sono tra i principali bioindicatori dell’impatto della plastica in mare, sia perché la ingeriscono accidentalmente scambiandola per meduse, animali di cui si nutrono, sia perché capita che rimangano impigliate in attrezzi di pesca quali reti e palamiti.

La liberazione di una tartaruga marina dopo esser stata curata è sempre un evento emozionante di cui vi mostro alcune personali testimonianze:

Stagni e lagune della Sardegna

Le lagune e gli stagni sono ambienti dinamici, ricchi in biodiversità sia animale che vegetale. In questi luoghi sono numerose le specie ittiche trascorrono le fasi più importanti del loro ciclo vitale. È qua che si attua ancora una delle tecniche di pesca più selettive e sostenibili tra tutte: quella in peschiera. I lavorieri sono il cuore di queste attività, si aprono e si chiudono a seconda delle stagioni per far ripopolare il corpo idrico e permettono ai pescatori di catturare gli individui di taglia più grande, lasciando liberi di scappare i più giovani e gli immaturi. Da S’Ena Arrubia a San Teodoro, da Feraxi a Is Brebeis, ho avuto modo in diverse occasioni di lavorare in questi ambienti pieni di vita e anche di documentarli con alcune di queste immagini.